I musicisti “lavano i denti” ai loro strumenti?

I musicisti “lavano i denti” ai loro strumenti?

Chi ci segue saprà quanto amiamo la musica: siamo dentisti, è vero, ma con una passione per le sinfonie…! Nel nostro studio c’è sempre un po’ di musica e alle nostre serate invitiamo band e cantanti solisti a farci compagnia. Per questo, un recente articolo dell’Università del San Raffaele ci sta particolarmente a cuore: gli autori riportano infatti un’evidenza che risulta ancora da poche ricerche scientifiche, riguardante la prevalenza di mal di gola e infiammazioni croniche nel mondo di chi suona uno strumento musicale per professione. 

Chi suona uno strumento a fiato è a rischio.

“E’ bene sottolineare che non tutti coloro che praticano musica, né per diletto né per professione, sono oggetto di questa analisi  – spiega il dottor Alberto Becattelli – bensì solo coloro che suonano uno strumento a fiato. Parliamo perciò di trombe, flauti, clarinetti, fisarmoniche ed oboe, per citarne alcuni: ahimé, sono tanti coloro che sono esposti. Il risultato di numerose ricerche su questo campo ha portato a rilevare che coloro che suonano strumenti a fiato hanno più probabilità di incontrare problematiche di natura ortodontica, come malocclusioni, disturbi dell’articolazione, traumi dei tessuti. L’articolo dei colleghi evidenzia un aspetto poco studiato, ma sempre più rilevante, legato invece non a problemi strutturali o ortodontici, ma comunque ai cosiddetti tessuti molli: i musicisti, infatti, vanno più spesso incontro anche a mal di gola ricorrenti e a infiammazioni croniche delle vie respiratorie, come ad esempio l’asma”.

Quali sono le cause di questo fenomeno

“Questa fastidiosa incidenza di problematiche sembra derivare dalla presenza di batteri patogeni, che riescono a sopravvivere per molto tempo, sugli strumenti musicali. L’immagine è certo poco gradevole, ma necessaria per comprendere il fenomeno e prevenirlo: purtroppo non è difficile immaginare cosa succeda quando non si pulisce in modo davvero profondo e non superficiale il proprio strumento. Durante l’uso ripetuto nel tempo, infatti, si accumula all’interno delle imboccature e delle componenti degli strumenti una grande quantità di materiale organico, che favorisce la crescita dei batteri. Una situazione che, ormai lo sappiamo, è foriera di malattie come appunto il mal di gola, anche cronico. E, nei casi peggiori, l’asma. L’importante però non fare allarmismo e capire bene a cosa è dovuto il problema, per poterlo prevenire in modo efficace.

Cosa si può fare per diminuire il rischio?

“I musicisti devono prendere delle  precauzioni che prevedano una buona igienizzazione degli strumenti prima del loro riutilizzo. Per quanto riguarda in special modo i Conservatori e le scuole, diventa sicuramente fondamentale evitare la condivisione degli strumenti. Fino a poco fa non esistevano, però, linee guida per aumentare l’attenzione da parte di musicisti e professionisti del settore odontoiatrico. Perciò suggerisco di vedere il Protocollo di mantenimento igienico degli strumenti a fiato, formulato dagli autori dell’articolo. Utile riportarlo qui come riferimento che ogni musicista dovrebbe conoscere:

Norme igieniche generali

  • Ogni musicista dovrebbe avere il proprio strumento personale; se ciò non fosse possibile, ogni musicista dovrebbe possedere almeno la propria imboccatura.
  • Le ance non devono essere assolutamente condivise.
  • Gli strumenti devono essere correttamente smontati e puliti alla fine di ogni esecuzione.
  • Cambiare sempre il panno con cui si asciuga lo strumento, se ciò non fosse possibile, conservarlo in una custodia a parte o, almeno, avere cura di non riporlo ancora umido.
  • Gli scovolini, gli stracci e i panni per asciugare dovrebbero essere regolarmente passati nel microonde, per velocizzare l’asciugatura e per diminuire la contaminazione degli stessi.

Pulizia e manutenzione dello strumento

  • Le imboccature dovrebbero essere igienizzate con cura almeno una volta a settimana.
  • Per la pulizia, soprattutto in caso di condivisione dello strumento, è consigliato lo spazzolamento dell’imboccatura per almeno 1 minuto, con spazzolino a setole morbide e collutorio alla clorexidina (0,2%).
  • Per una disinfezione accurata, riempire di collutorio un contenitore (piccolo per consumare minori quantità di prodotto) atto a ospitare l’imboccatura e posizionare le parti che entrano in contatto con pelle e saliva verso il basso.
  • Dopo 1-5 minuti di immersione, procedere allo spazzolamento delle superfici, per almeno 1 minuto. Potrebbe essere necessario ripetere questo passaggio se l’imboccatura è eccessivamente sporca. Ci si può avvalere anche di scovolini di dimensioni ridotte per raggiungere meglio le zone strette dell’imboccatura.
  • Sciacquare accuratamente
  • Durante questi passaggi bisogna porre attenzione nel maneggiare le parti in sughero degli strumenti per proteggerle dall’umidità.
  • Deporre le componenti su un panno o un tovagliolo di carta e asciugarle accuratamente (anche all’interno).
  • Fare attenzione a non graffiare le superfici con le parti plastiche dei presidi utilizzati.
  • La decontaminazione delle ance con questo metodo può essere efficace, ma può provocare il prematuro deterioramento di quelle ance realizzate con materiali naturali

Un ultimo consiglio?

“Come riportato sopra, nei musicisti di strumenti a fiato spesso, anche come conseguenza della protusione della mandibola necessaria per formare l’imboccatura dello strumento, si presentano od aggravano varie problematiche come maloccusioni, malposizioni dentarie, bruxismo, disturbi dell’articolazione temporomandibolare, sventagliamento dei denti anteriori. Per questi fattori di rischio, al fine di garantire una lunga e buona carriera, ogni musicista dovrebbe seguire un programma di profilassi ed igiene dentale che preveda anche controlli periodici, specialmente in fase di crescita, al fine di intercettare al più presto i possibili problemi orofacciali. Tutto ciò è necessario perché si possa godere della musica in modo sicuro… e senza note stonate”.

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