Il filo interdentale è diventato inutile?

Il filo interdentale è diventato inutile?

Probabilmente già i vostri genitori (e voi a vostra volta) vi hanno insegnato l’importanza del filo interdentale: uno strumento forse tra i più detestati della routine dell’igiene orale, soprattutto a causa della sua difficoltà d’uso e della quantità di pazienza necessaria a impiegarlo. Negli ultimi anni la sua utilità è stata messa in dubbio: davvero il filo interdentale non serve a niente?

Perché si parla del filo interdentale?

Una inchiesta di Associated Press ha indagato diversi studi scientifici relativi al filo interdentale e all’effettiva utilità dello stesso nel prevenire la carie, una delle malattie dei denti più comuni e fastidiose. Le indagini di AP hanno sostanzialmente evidenziato la dubbia attendibilità degli studi che indicano il filo interdentale come utile alleato della prevenzione nella formazione della carie. In particolare, uno studio sull’International Journal of Dental Hygiene ha confrontato 11 articoli scientifici in cui si osservavano i risultati dell’uso del solo spazzolino da denti a quelli dell’uso combinato di spazzolino e filo interdentale: in molti casi non si riscontrava alcuna differenza tra chi aveva passato il filo e chi no.

 

L’articolo dell’agenzia di stampa statunitense è stato ripreso da numerosi altri quotidiani e ne è seguita anche una dichiarazione dell’ADA (Associazione dei Dentisti Americani) che ha chiarito la posizione ufficiale dei dentisti americani sulla faccenda del flossing (il termine inglese che indica appunto l’uso del filo):

«I metodi di pulizia interdentale come il filo interdentale sono una parte essenziale della cura dei denti e delle gengive.(…) È provato che la pulizia interdentale aiuta a rimuovere residui di cibo tra i denti che possono contribuire alla formazione di placca. (…) L’uso del filo interdentale o di un altro metodo di pulizia interdentale è questione di preferenza personale, ma è molto importante capire quali siano le tecniche da usare con ogni strumento in modo da renderne efficace l’uso».

Quindi il filo interdentale non serve?

“Non è esattamente così – spiega il dottor Alberto Becattelli – e anche gli studi, se letti correttamente, non suggeriscono questo. Certo dal paziente non possiamo aspettarci che legga e comprenda tutto il materiale scientifico che viene prodotto su ogni aspetto che riguarda la sua salute, quindi è compito del medico (in questo caso del dentista) interpretare queste evidenze e dare il suo parere. Nella fattispecie – prosegue Becattelli – Il filo interdentale funziona se usato con tecnica giusta. E questo in realtà vale anche per lo spazzolino che, lo ricordo anche se so che i miei pazienti già lo sanno molto bene, è il vero difensore della nostra igiene orale, molto più del dentifricio”.

Cosa dicono quindi gli studi? “Gli studi emersi sull’uso del filo interdentale sottolineano non che passare il filo sia inutile, bensì che lo sia se fatto in maniera scorretta. Ed è vero, purtroppo, che il modo di usarlo correttamente non è affatto facile, né automatico. Questo è il motivo per cui il nostro staff di igienisti dentali si occupa, fin dalla prima visita del paziente, di sottoporre un vero e proprio mini-corso dell’igiene orale, istruendo ed educando anche i più piccoli ad una routine di pulizia estremamente accurata. Ci sono tantissimi fattori che concorrono al successo di questa routine, alcuni anche sottovalutati dai pazienti e dalla comunità scientifica, tra cui quelli psicologici: lavare i denti bene, o anzi male, come ci insegna l’igienista dentale, è spesso frutto dell’applicazione di automatismi che ci impediscono di eseguire correttamente i gesti dell’igiene orale, dallo spazzolamento al passaggio del filo dentale. Li facciamo perché “obbligati”, ma senza metterci davvero la testa”.

 

Lavare bene i denti è questione di testa

“Se fin da subito ci sforziamo di pensare a quello che stiamo facendo quando ci laviamo i denti o passiamo il filo, noteremmo il risultato. Non solo – aggiunge il dottor Becattelli – Finiremmo anche, a lungo andare, per trasformare in automatismo quello che all’inizio non lo era. Ovvero tutta quella serie di corretti movimenti che ci fanno fare bene la nostra routine”.

Quindi, una volta per tutte: il filo, se usato bene, serve eccome. E non è l’unico strumento alleato per prevenire la carie. “Ci sono altri dispositivi come gli scovolini interdentali, che noi suggeriamo specialmente a chi soffre di parodontite, ad esempio. Anche gli scovolini  però necessitano del corretto modo d’impiego, altrimenti possono addirittura fare dei danni. La lesione caratteristica della parodontite è la “tasca parodontale”, ovvero il fatto che la gengiva perda l’attacco al dente e porti, se trascurata, anche la conseguente perdita dell’osso che sta intorno al dente stesso”.

 

Tipi di filo interdentale

Esistono vari tipi di filo interdentale. Questo fu inventato all’inizio dell’Ottocento e da Levi Spear Parmly e nella sua primissima versione non era di nylon, ma di seta. In seguito lo strumento è stato affinato e sono state introdotte diverse versioni: il filo cerato, il filo non cerato, il filo interdentale con la forcella, il filo dentale aromatizzato, eccetera. L’utilizzo è solitamente consigliato almeno una volta al giorno, meglio la sera dopo l’ultimo lavaggio dei denti. Vuoi scoprire come farlo al meglio? Vieni a trovarci.

 

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