Paura del dentista

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Alcuni bambini, (e a volte anche alcuni adulti) hanno un vero e proprio terrore del dentista.
I bambini hanno paura del dentista o meglio, spesso hanno imparato ad avere paura, perché hanno sentito dire che il dentista fa le punture, che usa il trapano, che fa male e così via. Oppure hanno paura per precedenti esperienze spiacevoli sia odontoiatriche che di altra natura medica, come nella sindrome da camice bianco.
I bambini hanno soprattutto paura di sentire dolore, si sentono impotenti e intimoriti dalla loro stessa posizione sulla poltrona, in balia delle mani di uno sconosciuto.
I comportamenti dei bambini variano a seconda dell’età: le casistiche sono molteplici e vanno dal bambino che piange e urla disperato, che non vuole nemmeno sedersi sulla poltrona, al bambino che una volta seduto non vuole più aprire la bocca.
Per fare in modo che tutto ciò non accada, è necessario che la prima volta dal dentista non coincida con una situazione di emergenza, cioè il dente che fa male. Queste situazioni comportano la necessità di cure immediate senza però che il bambino sia preparato, abbia cioè familiarizzato con l’ambiente e con le persone addette al ricevimento e alle cure.

Le prime visite

La prima visita dal dentista non deve avvenire verso i tre anni come di solito viene raccomandato, ma prima. Perché a questa età ci possono già essere delle carie profonde dei denti da latte: emblematica è la sindrome da biberon, con tutte le conseguenti difficoltaà a curare un bambino che non sia preparato a collaborare.
La prima visita dentistica quindi è da effettuare entro il primo anno di età, seguita da controlli periodici ogni 6-12 mesi. In questa occasione viene insegnato ai genitori, per prevenire l’insorgenza di carie, come e quando lavare i denti del loro bambino. Non solo, ma questo primo incontro cosi come sarà per tutti i seguenti, diventa il modo per trasformare la visita in momenti di gioco, di divertimento.

Gli incontri fra bambino e dentista avvengono in uno spazio appositamente dedicato, colorato, con schermi tv che proiettano cartoni animati, guardandosi allo specchio con il piccolo, contando insieme a lui i dentini, giocando con le varie posizioni della poltrona e con gli strumenti, mostrandoli e nominandoli in maniera diversa e piu’ vicina al suo mondo (il trapano diventa il fischio, il manipolo del micromotore diventa il trenino, l’aspiratore diventa l’aspirapolvere, la pistola spray diventa la doccietta per i denti e cosi’ via).
Tutto questo per creare un imprinting positivo sul bambino della figura del dentista come amico. Infatti con la frequenza il bambino acquisisce familiarità con l’ambiente e fiducia nel dentista, diventando collaborativo già a due anni / due anni e mezzo di eta’.
Tutte queste tecniche di approccio psicologico alle cure odontoiatriche hanno bisogno, come si puo’ intuire, di piu’ passaggi per avere il pieno successo. Così facendo è possibile intercettare le carie e altri problemi quando sono ancora piccoli in modo da poter eseguire terapie più semplici, più brevi, facilmente accettabili dal bambino.

Cosa facciamo per i bambini

Oltre alle visite periodiche dal dentista i bambini dall’età di tre anni fino ai sei anni, riuniti in gruppi di 10, una volta all’anno vengono invitati a fare merenda (merenda dal dentista) e a trascorrere due ore di un pomeriggio nello studio dentistico, in compagnia del loro dentista, delle assistenti e del clown Gigina.
Durante questo tempo vengono istruiti sulla formazione della carie e motivati a lavarsi correttamente i denti attraverso rappresentazioni di situazioni divertenti, con ausilio di strumenti audiovisivi  e di modelli giganti dei denti e dello spazzolino.
A questi stessi bambini verrà poi chiesto, come rinforzo psicologico della motivazione, di partecipare ad un concorso a premi dove devono descrivere con un racconto o con un disegno, un momento dedicato a lavarsi i denti insieme a qualcuno dei componenti della loro famiglia.

Per i bambini di età maggiore dei sei anni, viene tenuto un corso nel quale oltre alla motivazione all’igiene orale vengono istruiti sull’importanza di una corretta alimentazione, informandoli su quali siano i cibi da evitare e quali invece da prediligere per la salute orale.

A tutti loro viene consegnata loro la scatoletta per la merenda della scuola. La scatoletta ci aiuta a “raccontare” loro un cibo diverso: essa è una forma di packaging della merenda (altrimenti come farebbe, per esempio, una povera mela avvolta in una semplice carta a competere contro la smagliante confezione di uno snack?). E’ come uno scrigno che racchiude un tesoro e potrà contenere solo la merenda buona e sana!
La scatoletta viene accompagnata da un depliant raffigurante gli alimenti che fanno crescere forti e sani e che aiutano a mantenere sani i denti e da una brochure contenente consigli per i genitori.

I bambini che sono arrivati dal dentista per un’emergenza e che mostrano difficoltà ad accettare le cure odontoiatriche, dopo una prima necessaria terapia del caso, prima  di continuare le cure, sono riuniti in piccoli gruppi a cui vengono proiettati dei video che mostrano dei loro coetanei mentre si sottopongono tranquillamente alle terapie odontoiatriche (“modelling”, secondo la Teoria dell’apprendimento sociale di A. Bandura) e che alla fine delle quali ricevono un premio dopo la prima seduta e un attestato di bambino coraggioso con premio finale a cure terminate.

I bambini più piccoli sono invitati a portare con se il loro orsacchiotto o pupazzo a cui vedranno prima simulare le  cure odontoiatriche che essi stessi dovranno ricevere e che poi, loro stessi, vestiti con cuffietta, mascherina e occhiali, diventati dottori dei propri beniamini di pelouche, potranno imitare sui loro pupazzi. I bambini diventano dentisti dei loro amici di pelouche e questo aiuta a superare la paura del tentista e il terrore di essere in balia di qualcuno che non si conosce.

Il vantaggi di questi modo di approcciarsi ai bambini che hanno paura del dentista sono dati dal riuscire a curare la quasi totalità dei bambini e di evitare che la paura si strutturi e diventi, una volta cresciuto il bambino, una vera e propria fobia, ossia qualcosa di piu’ forte della paura, che il soggetto non riesce più a controllare e a contenere e che lo porta ad evitare, in ogni modo possibile, le cure odontoiatriche.